Personale di Maria Burgato

Lunedì 18 luglio 2016 
 Dal 18 luglio al 26 agosto, presso la biblioteca di Marghera (VE) è allestita la personale mostra fotografica della Socia Maria Burgato dai temi: “Una finestra sul mio Polesine” e “L’arcobaleno dei miei scatti”.
Profilo dell’autrice
Ah, che meraviglia! Invece di un pennello ho il pulsante della mia macchina fotografica in mano e, in un attimo, Click, riesco a rubare il colore di una rosa e quasi a sentirne il profumo..
E poi ancora uno spruzzo giocoso d’acqua sul viso della mia bambina, tanto reale quanto la sua freschezza.. Mi viene da spostarmi perché il camion che sono riuscita a fermare con un tempo lungo.. con tutti quei colori, rossi, gialli.. sembra venirmi addosso. Ah, meraviglia!
Ma poi aspetta.. si intravede un uomo che raccoglie i cavoli fra la nebbia, sento il gelo delle sue mani, perché anche le mie sono congelate.. ma non conta, ciò che importa è far capire alla gente il lavoro nei nostri campi.La frenesia di un pensiero.
Tirar fuori dalla mia mente un qualcosa che parli da solo..
Come aiutare una persona ammalata di Leucemia.
Una mia amica lo ha fatto per sua figlia. Ha dato alla luce un bimbo per poter disporre delle cellule staminali del cordone ombelicale da trapiantare nella figlia.
Che fatica realizzare questa foto! Ho collegato l’immagine di una donna incinta con un pezzo di corda rossa ad un microscopio.
Mi veniva da piangere.. la foto mi stava parlando. Foto straordinaria!
Quando visito il mio Polesine, quelle case ormai abbandonate hanno un fascino profondo, la mia immaginazione corre all’indietro, alla mia infanzia e rivedo la mia mamma con il grembiule, il nonno seduto davanti al camino che racconta le favole a noi bambini.
Ora questi ruderi sono velati dalla nebbia e nascosti dall’erba, ormai muti, ma rimasti testimoni fedeli di un tempo e di quel Delta che porto sempre nel cuore, come le emozioni che mi dà il nostro mare, quando è arrabbiato, in tempesta e provo ad immortalarlo.
Un pensiero va anche ai nostri pescatori.
La sfida mi fa sentire grande soprattutto quando riesco a portare a casa uno scatto tenendo la macchina nascosta nel petto per proteggerla dalla sabbia e dal vento.
La mia macchina fotografica è sempre con me, come un vestito.
Facendo il mercato ad Adria, alzo la testa e per incanto, come surreale, attaccate a dei fili vedo tante calze della befana, piccole e grandi fatte dai bambini della scuola e tra i banchi immersi nella nebbia, una signora impellicciata passa in bici velocissima, un mazzo di fiori sul portapacchi ..
Colpo di fulmine! Uno scatto rubato. Mi manca il fiato, sono riuscita a fermare il tempo!
Ecco, questa sono io, con le mie emozioni, la mia semplicità e la voglia di fermare l’attimo con i miei scatti.
Un arcobaleno di colori e tesori che mi porto dentro: uno scrigno meraviglioso.
Maria Burgato