Mostra fotografica: Unicità visibili

17 marzo 2018

Unicità visibili: ad ogni donna il suo stile” è l’omaggio che il Foto Club Adria rende alle donne con la mostra tutta in “rosa” che prenderà il via sabato 17 marzo in sala Cordella, poi l’esposizione rimarrà aperta fino al 23 marzo con ingresso libero.
Undici le donne che espongono, tutte presentando un proprio tema e una citazione famosa: Giada Bellettato, Marzia Benatelli, Maria Burgato, Lisa Conforto, Giada Corrain, Roberta Laurenti, Elena Prearo, Ilaria Prearo, Donata Previato, Cristina Sartorello e Maria Grazia Turella.
Giada Bellettato ha scelto come titolo delle pro­prie foto “Buskers a Londra” quasi un reportage del “mio recente viaggio a Londra – spiega – dove ho voluto ritrarre questi artisti di strada nell’am­bito di un progetto che porto avanti da alcuni anni. Diverse persone, diversi posti, ma sempre la stessa passione per la propria forma d’arte, regalata a degli sconosciuti, per il puro piacere di donare un sorriso o un sollievo dai problemi di tutti i giorni”.
Bellettato ha iniziato a fotografare molti anni fa, ancora al tempo della pellicola. Racconta così la sua passione: “Fotografo per documentare e raccontare, per registrare i cambiamenti di per­sone e cose che mi stan­no attorno. Prediligo il reportage e la fotografia di viaggio ma, anche la macrofotografia mi ha sempre dato spunti e nuova energia”.
Il filo conduttore degli scatti di Marzia Benatelli è “Vetrine”. E li presenta così: “Queste foto fanno parte di un progetto che ho in cantiere e con questa mostra ho l’occasione di mostrarne al pubblico una piccola anteprima. Ho scelto di esporre questi scatti perché le vetrine attraggono: è come vedere un altro mondo, un mondo da favola. Lo scopo della vetrina è quella di far fermare il passante: ecco il mio scopo è quello di far fermare lo sguardo e di cogliere ciò che il mio essere in quell’istante ha colto, ammirato, desiderato e incorniciato”.
E aggiunge: “Per me fotografare è come mettere a nudo la mia anima; tramite l’immagine che riesco a cogliere una parte di me viene trasformata, quasi migliorata e questo mi gratifica”.